Sigillatura dei giunti

Le pavimentazioni autobloccanti vengono sigillate con della sabbia di intasamento, che impedisce ai singoli masselli di spostarsi e rovinarsi con gli urti.
Può accadere che nel tempo i giunti perdano parte della sabbia, soprattutto a causa del traffico, delle piogge, di pulizie energiche o altre variabili. In questi casi è necessario provvedere a reintegrare i giunti con altra sabbia.

Rimozione e ripristino successivo dei masselli

Nei casi in cui si presenti la necessità di rimuovere i masselli per interventi straordinari (inserimento manufatti, ripristino di sottofondi ceduti,…), è opportuno per prima cosa svuotare i giunti attorno al primo massello con coltello o getti d’aria/acqua in pressione e poi sollevarlo con due scalpelli. Togliere poi gli altri masselli.
Durante il ripristino dei masselli mancanti, occorre tener presente che questi vanno posizionati qualche millimetro più in alto rispetto agli altri preesistenti, per evitare che dopo la stabilizzazione dello strato di sottofondo si verifichino delle piccole depressioni in corrispondenza delle zone ricostruite. Al termine delle operazioni la zona risulterà più alta rispetto al perimetro circostante, ma con il tempo il traffico contribuirà ad omogeneizzare il livello dei masselli. Sigillare i giunti con sabbia.

Un fenomeno naturale: l’efflorescenza

Può accadere che nei masselli appaiono delle zone più chiare, coperte da uno strato di polvere bianca, insolubile in acqua: questo fenomeno è chiamato "efflorescenza" ed è un fenomeno naturale del calcestruzzo.
L’acqua, sotto forma di pioggia, condensa o rugiada, penetra nei pori del materiale e scioglie in parte la calce; quando la soluzione risale in superficie per effetto dell’evaporazione, l’acqua deposita sulla superficie l’idrossido di calcio che, a contatto con l’anidride carbonica dell’atmosfera, si trasforma in carbonato di calcio (polvere bianca).

L’efflorescenza è quindi una reazione perfettamente naturale nel processo di indurimento del calcestruzzo e non influenza negativamente le proprietà chimico-fisiche dello stesso. A contatto con gli agenti atmosferici, il fenomeno si degrada progressivamente fino a scomparire.

È possibile utilizzare prodotti di pulizia per eliminare questo fenomeno: è consigliabile una soluzione molto diluita di acido cloridrico (rapporto 1:10). Questa operazione di pulizia va condotta in modo accurato e prudente, per non rovinare la colorazione del massello.

Pulizia della pavimentazione
In generale, nei primi due o tre mesi dopo la posa, è opportuno spazzolare la pavimentazione a mano, senza acqua o scope meccaniche, per permettere alla sabbia dei giunti di stabilizzarsi. Nei mesi successivi è sufficiente un lavaggio con acqua calda e detergenti per pavimenti.
È sempre opportuno fare delle prove in parti piccole e nascoste per verificare eventuali reazione ai sistemi di pulizia. Per una pulizia più profonda è consigliabile utilizzare spazzolatici meccaniche adatte a questo tipo di pavimentazione, dotate di spazzole morbide in polipropilene (per non rovinare i masselli con abrasioni superficiali).
Dopo la pulizia, controllare la pavimentazione per accertarsi che non siano stati riportati danni ai giunti (ex: perdita della sabbia di intasamento).

Vi proponiamo alcuni consigli per i problemi frequenti:
  • Macchie d’olio. Le macchie d’olio sono particolarmente problematiche, se non rimosse rapidamente con un panno assorbente. Nel caso l’olio penetri nel calcestruzzo, è consigliabile pulire la superficie con un detersivo forte e lavare con acqua calda, oppure utilizzare del talco e spazzolare. Questi metodi possono però provocare delle abrasioni dei masselli e di conseguenza, può verificarsi una leggera variazione di tonalità nella colorazione.


  • Pneumatici. Eventuali tracce di pneumatici possono essere levate con vapore oppure spazzolate con acqua calda e detersivo.


  • Muschio. Si sviluppa in genere in zone all’ombra o con scarso drenaggio. Per eliminare antiestetiche macchie è possibile utilizzare specifici diserbanti biodegradabili, ma può accadere che queste si riformino se permangono le medesime condizioni microclimatiche.


  • Ruggine. Trattare la zona con una soluzione di acido cloridrico al 5% e sciacquare abbondantemente per evitare di macchiare i masselli. Testare la reazione della superficie in una piccola zona.

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