GLOSSARIO
Per visualizzare le definizioni, clicca sul nome. È possibile aprire contemporaneamente più definizioni.
Per chiudere la definizione, clicca nuovamente sulla parola.
| A | B | C | D | E | F | G | H | I | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | Z |
A
Il Consorzio Alveolater, attivo dal 1986, è un´associazione che raggruppa qualificati produttori italiani di laterizi ad alte prestazioni, con dislocati su tutto il territorio nazionale. Il Consorzio Alveolater ha la proprietà dei marchi Alveolater® e Perlater® e delle tecnologie produttive di questi laterizi.
La scelta di sottofondi e piastrelle va fatta in funzione della destinazione finale ed è facilitata dalla classificazione UPEC, che distingue in lettere e numeri le caratteristiche prestazionali dei singoli prodotti impiegati nelle costruzioni:
- U = Usura al movimento (usura del traffico pedonale e resistenza del pavimento)
- P = Resistenza al punzonamento sotto carico (grado di improntabilità di sedie, mobili o ruote)
- E = Comportamento all´acqua
- C = Resistenza agli agenti chimici
Ad esempio, per quanto riguarda gli autolivellanti, la classe P2 identifica un prodotto con resistenza adeguata per abitazioni private e locali sottoposti a traffico limitato; la classe P3, invece, un prodotto per locali destinati ad uso collettivo pubblici e commerciali sottoposti a forte traffico.
B
I mattoni a pasta molle, in particolare, devono essere bagnati per immersione prima dell´impiego fino a quando non fuoriescono più bollicine d´aria. In seguito vanno accatastati e lasciati sgocciolare per almeno 15 minuti, in modo tale che non si formi un velo d´acqua tra mattone e malta che potrebbe determinare la perdita di adesione fra le superfici.
L´analisi in banda d´ottava (o in banda di terzi d´ottava) è la scomposizione di un suono attraverso dei filtri che distinguono le frequenze in gamme dell´ampiezza di un´ottava (o di terzi d´ottava). Questo tipo di scomposizione viene utilizzata perchè l´orecchio umano non è in grado di selezionare singolarmente ciascuna delle frequenze che compongono un suono, ma le percepisce a gruppi.
Nella tabella seguente si possono notare le correlazioni tra le bande critiche in Bark, le frequenze medie e la larghezza delle bande.
BANDA CRITICA (Bark) |
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 |
FREQUENZA MEDIA (Hz) |
50 | 150 | 250 | 350 | 450 | 570 | 700 | 840 | 1000 | 1170 | 1370 | 1600 |
LARGHEZZA DI BANDA (Hz) |
100 | 100 | 100 | 100 | 110 | 120 | 140 | 150 | 160 | 190 | 210 | 240 |
BANDA CRITICA (Bark) |
13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 |
FREQUENZA MEDIA (Hz) |
1850 | 2150 | 2500 | 2900 | 3400 | 4000 | 4800 | 5800 | 7000 | 8500 | 10500 | 13500 |
LARGHEZZA DI BANDA (Hz) |
280 | 320 | 380 | 450 | 550 | 700 | 900 | 1100 | 1300 | 1800 | 2500 | 3500 |
La resistenza alla diffusione del vapore acqueo viene espressa con il valore sD (in metri) o in WDD (gr/mq 24 h): una barriera vapore ha in genere un WDD <1, cioè lascia passare meno di 1 grammo di vapore in 24 ore per mq di superficie.
Le ultime disposizioni normative in materia termoigrometrica sconsigliano caldamente l´utilizzo di guaine impermeabilizzanti, preferendo l´utilizzo di leggeri freni al vapore, che permettono di regolare l´umidità in modo meno drastico.
La bentonite è un’argilla marina in grado di espandersi a contatto con acqua. È costituita da fillosilicati strutturati in microlamelle sulle cui superfici sono presenti cariche elettriche negative, che per equilibrarsi attraggono naturalmente ioni positivi, specialmente gli ioni sodio (Na+) e calcio (Ca++). Gli ioni di bilanciamento conferiscono all’argilla la capacità di attrarre molecole d’acqua, che trasformano la materia secca in una massa plastica e coesiva (gel), caratterizzata da un progressivo aumento di volume. Il gel ha una bassa permeabilità all´aqua, anche sotto notevoli carichi idraulici, e diventa una barriera efficace e stabile nel tempo contro l´ingresso indesiderato di acqua. 
Nel mercato delle costruzioni sono disponibili bentoniti secche o granulari (foto in alto) o pregelificate ad alta densità (foto in basso). L´innovativa tecnica della pregelificazione consiste in 3 fasi:
- idratazione in laboratorio della bentonite con acqua controllata (priva di ioni che potrebbero attivare lo scambio ionico);
- stabilizzazione chimica del prodotto con speciali polimeri, in modo da rendere la bentonite insensibile agli scambi ionici;
- aumento della densità interna con l´eliminazione delle porosità della massa mediante estrusione forzata sottovuoto.
- il rispetto per l´ambiente e per la salute umana
- l´utilizzo di materiali che provengono dalla natura e possono essere riciclati (bio-compatibilità)
- il risparmio delle risorse e dell´energia (eco-sostenibilità)
- attenzione alla progettazione secondo le condizioni climatiche locali
- utilizzo di fonti energetiche rinnovabili (ex: l´energia solare)
- miglioramento dell´isolamento termico
- riduzione degli sprechi di risorse (acqua, energia, materiali, ...)
- minima emissione di agenti inquinanti.
⇒ le sue proprietà risultano non nocive per la salute dell´uomo e per l´ambiente
⇒quando viene realizzato con materie prime naturali non inquinanti e non pericolose
⇒quando il processo di trasformazione avviene mediante cicli produttivi in analogia ai cicli produttivi esistenti in natura
⇒quando l´intero ciclo di vita, dall´approvigionamento delle materie prime allo smaltimento, ha un bassissimo impatto ambientale.
C
Un secondo processo chimico, definito spegnimento, porta alla formazione della calce vera e propria, o calce spenta: la calce viva viene immersa in acqua, dove si innesca una reazione di idratazione che sprigiona una grande quantità di calore e produce un grassello bianco e omogeneo (idrossido di calcio Ca(OH)2).
Dalla calce idrata si può ottenere un prodotto di maggiore purezza, la calce idrata fiore, un prodotto particolarmente fine che permette di realizzare malte dalla facile lavorabilità, uniformi e con una notevole plasticità.
La calce si distingue in:
- calce aerea, in grado di fare presa ed indurire a contatto con l´aria.
- calce idraulica, che può indurire anche sott´acqua grazie anche alla presenza di silicati reattivi che conferiscono proprietà idrauliche.
La presa della calce aerea inizia con la fuoriuscita dell´acqua d´impasto e la successiva essiccazione; a contatto con l´anidride carbonica presente nell´atmosfera si innesca una lenta e complessa trasformazione chimica, detta carbonatazione, che trasforma di nuovo la calce in calcare, il composto originario dal quale è stata prodotta. La calce aerea viene generalmente utilizzata per le malte da intonaco, pure o miscelate al cemento.
La prima fase della trasformazione chimica (attorno ai 900°C) porta alla decomposizione dell´argilla e del calcare (CaCO3) in calce viva (CaO) e anidride carbonica; successivamente la calce viva subisce un processo di idratazione (spegnimento), analogo alla calce aerea, per ottenere la calce spenta.
La calce idraulica può essere naturale, ottenuta da una marna di calcare e argilla cotta a 900°C circa, o artificiale, ottenuta partendo da miscele artificiali di calce spenta con l´aggiunta di sabbie vulcaniche come la pozzolana, il cocciopesto o scorie d´altoforno per migliorare le caratteristiche meccaniche del prodotto. La calce idraulica mantiene i vantaggi della calce aerea (lavorabilità e traspirabilità), con in più una migliore resistenza meccanica e una maggiore durabilità nel tempo.
Le calci idrauliche, in base alla norma UNI EN 459-1, si distinguono in:
- CALCI IDRAULICHE (HL)
- CALCI IDRAULICHE NATURALI (NHL)
- CALCI IDRAULICHE NATURALI CON MATERIALI AGGIUNTI (NHL-Z), che possono contenere materiali pozzolanici o idraulici fino al 20% in massa.
- NHL 2 (debolmente idraulica), se la resistenza a compressione caratteristica è superiore a 2 MPa (Rck ≥ 2 MPa)
- NHL 3.5 (mediamente idraulica), se Rck ≥ 3.5 MPa
- NHL 5 (propriamente idraulica), se Rck ≥ 5 MPa
I calcestruzzi vengono classificati in 3 categorie, a seconda del rapporto acqua/cemento e della loro resistenza caratteristica cubica Rck:
- CALCESTRUZZO A RESISTENZA NORMALE (NR), caratterizzato in generale da un rapporto acqua/cemento > 0,45 e con resistenza ≤55 N/mm²;
- CALCESTRUZZO AD ALTE PRESTAZIONI (AP), con un rapporto acqua/cemento < 0,45 e con resistenza compresa tra 55 e 75 N/mm²;
- CALCESTRUZZO AD ALTA RESISTENZA (AR), caratterizzato dal rapporto acqua/cemento < 0,35 e con resistenza variabile tra 75 e 115 N/mm²
Il getto di calcestruzzo viene supportato da casserature in legno, acciaio o materiale plastico, con la funzionare di dare la forma prevista alla struttura per il tempo necessario alla sua maturazione. In questo periodo l´acqua reagisce con il cemento (fenomeno dell´idratazione), trasforma i granelli di cemento in cristalli che permettono l´indurimento del manufatto. La prima fase di presa del calcestruzzo deve avvenire per questo motivo in ambiente umido I casseri devono essere a tenuta per evitare perdite di acqua e cemento, ma non devono essere ermetici per permettere lo scambio di ossigeno, necessario all´idratazione, e la fuoriuscita di vapore acqueo prodotto durante la reazione acqua/cemento.
Durante la maturazione del calcestruzzo è importante valutare le condizioni climatiche: un clima secco può accelerare l´evaporazione dell´acqua; temperature troppo basse (inferiori allo 0°) possono generare piccoli cristalli di ghiaccio che, sciogliendosi, lascerebbero vuoti interni con effetti degenerativi per l´intera struttura.
Questa è una grandezza interessante da considerare nella scelta dei materiali per l´isolamento termico degli edifici.
Un materiale con alta capacità termica è in grado di assorbire il calore dovuto all´irraggiamento solare per rilasciarlo all´ambiente con l´abbassamento delle temperature, fungendo da regolatore naturale della temperatura di interna degli edifici.
Confronto tra i principali materiali usati comunemente nell´isolamento delle abitazioni:
- pannello in fibra di legno: capacità termica = 2100 J/KgK
- polistirene: capacità termica = 1450 J/KgK;
- lana di vetro/roccia: capacità termica = 1030 J/KgK .
Tanto più la capacità termica di un materiale isolante è elevata, tanto meno variano le temperature dell´ambiente interno al variare delle temperature esterne.
Pareti realizzate con materiali pieni, pesanti, hanno una grande capacità di accumulo termico: i muri si riscaldano lentamente e si raffreddano altrettanto lentamente restituendo il calore accumulato all´ambiente. In edifici con pareti leggere e molto isolate, al contrario, si può raggiungere più velocemente la temperatura desiderata per mezzo di impianti di riscaldamento, ma altrettanto rapidamente si verifica il ritorno a temperature basse una volta spenti gli impianti.
Con il termine "cappotto" si definisce un tipo di isolamento termico delle pareti verticali realizzato dall´esterno con un intonaco sottile applicato su un materiale isolante. È un sistema isolante largamente diffuso in Europa e che negli ultimi anni sta prendendo piede anche in Italia per la coibentazione di edifici civili, ospedalieri e industriali, nuovi o esistenti. Il sistema cappotto è formato da diversi elementi:
- intonaco di regolarizzazione della superficie
- lastra isolante in EPS, con spessore tra 30 e 120 mm, con massa volumica di 20-25 kg/mc, a ritardata propagazione alla fiamma
- tasselli di fissaggio
- collante e rasante per l´incollaggio delle lastre al supporto e per la formazione del primo strato di intonaco
- rete di armatura per il rinforzo del primo strato di intonaco
- rasatura per la formazione del secondo strato di intonaco
- finitura di protezione dagli agenti atmosferici e decorazione.
- isola con continuità dal freddo e dal caldo, evitando la formazione di ponti termici nelle zone costituite da materiali con diversa conducibilità termica, che provocano la formazione di cavillature;
- pone le superfici in condizioni termiche e igrometriche stazionarie, garantendo un comfort interno ottimale e costante, evita la formazione di condensa superficiale;
- agisce aumentando l´inerzia termica della struttura e attenuando l´escursione termica caldo-freddo della temperatura esterna e mantenendo all´interno una temperatura costante;
- protegge le facciate dagli agenti atmosferici, garantendo idrorepellenza
- determina un considerevole risparmio energetico, perchè diminuisce la quantità di calore dispersa attraverso l´involucro.
Bisogna precisare che, rispetto al pacchetto isolante a lastre, a parità di spessore, l´isolamento termico sarà inferiore, quindi va prevista in fase progettuale una muratura con spessori più elevati.
Con il termine carbonatazione si intende un processo chimico, innescato da anidride carbonica e agenti aggressivi presenti nell’atmosfera e nelle piogge acide, che porta alla neutralizzazione progressiva dell’ambiente basico del cls e al suo degrado.L’elevata alcalinità del calcestruzzo (pH 12 circa) assicura una naturale protezione delle armature del ferro dalla corrosione e dalla formazione di ruggine; tuttavia, l´azione dell´anidride carbonica all´interno pori del cemento provoca una neutralizzazione dei componenti alcalini e quindi una riduzione del pH sotto il valore 9, che provoca una perdita del potere protettivo delle armature. L´indebolimento delle protezioni passivanti e la presenza dell´acqua provoca l’ossidazione delle armature; la ruggine che si forma determina delle pressioni interne che producono distacchi e rotture del copriferro.
Il degrado dovuto a carbonatazione è più veloce su calcestruzzi mal confezionati, che presentano fessurazioni, porosità aperte e soprattutto un copriferro troppo sottile a protezione dei ferri.
Il ripristino del calcestruzzo degradato è insufficiente senza adeguata protezione: Saint Gobain Weber propone il rasante anticarbonatazione WEBER.CEM R235 e la pittura (o rivestimento) elastomerica protettiva anticarbonatante WEBER.TEC FLEX L (R), da applicare direttamente sul calcestruzzo.
La classificazione degli edifici in categorie in base ai consumi energetici permette di effettuare in modo semplice e trasparente una valutazione energetica dell´immobile, facilitando l´utente nella scelta degli immobili. Le categorie CasaClima sono 6:
- CASACLIMA ORO, con un fabbisogno di calore inferiore ai 10 kWh/m²a
- CASACLIMA A, con fabbisogno di calore inferiore a 30kWh/m²a
- CASACLIMA B, con fabbisogno di calore inferiore a 50 kWh/m²a
- CASACLIMA C, che rappresenta lo standard minimo per ottenere l´abitabilità de nuovi edifici in Alto Adige, con un fabbisogno fino a 70kWh/m²a
- CASACLIMA D, dove sono collocate buona parte delle case esistenti, con un consumo di 90kWh/m²a
- CASACLIMA E, che rappresenta lo standard delle case esistenti, con un consumo di 120 kWh/m²a
Ad ogni CasaClima Oro, A o B viene assegnata una targhetta da montare all´ingresso che aumenta l´immagine e il valore dell´immobile. Secondo il progetto CasaClima, gli edifici efficienti dal punto di vista energetico e che soddisfano anche alcuni requisiti di eco-compatibilità (nessun utilizzo di fonti energetiche di origine fossile, nessun utilizzo di isolanti sintetici o contenenti fibre nocive, nessun utilizzo di pavimenti, porte e finestre in PVC, nessun utilizzo di impregnanti per il legno, di vernici e colori con solventi in ambienti chiusi, nessun utilizzo di legno tropicale) ottengono il riconoscimento di CasaClimaPiù.
Il programma CasaClima consente di ottimizzare l´efficienza energetica degli edifici già in fase di progettazione, adottando soluzioni costruttive e materiali che offrono benessere abitativo e un reale risparmio nelle spese di riscaldamento.
Per il ripristino di superfici già cavillate la soluzione migliore è rappresentata dall´utilizzo di prodotti con elevata elasticità come pitture e rivestimenti elastomerici WEBER.TEC FLEX L/R della Saint Gobain Weber, in grado di sopportare le escursioni termiche e adattarsi ai movimenti di assestamento del supporto.
Dal punto di vista chimico, il cemento è una miscela di silicati e alluminati di calcio, ottenuti dalla cottura in forni speciali ad altissima temperatura (1200-1400°) di calcare, argilla e sabbia. Al materiale ottenuto (clinker) viene aggiunto circa il 2% di gesso per migliorare le caratteristiche del prodotto finito.
Con l´aggiunta di acqua si innesca il processo di indurimento, che dura qualche ora; progressivamente poi il prodotto matura nell´arco di qualche settimana, sviluppando forze interne di tensione che permettono di raggiungere elevati livelli di resistenza meccanica.
Esistono diversi tipi di cemento, differenti per composizione e per resistenza meccanica e per destinazione d´uso. Il cemento più comune nel settore dell´edilizia, soprattutto per la produzione di calcestruzzo, è il Portland; quest´ultimo, miscelato con calce, forma la malta bastarda, utilizzata soprattutto come intonaco per rivestire le superfici degli edifici. Il cemento a presa rapida ha la caratteristica di indurire in pochi minuti una volta a contatto con acqua; si produce in modo simile al cemento Portland, ma con temperature di cottura inferiori ed è indicato per piccoli lavori di fissaggio e riparazione.
N.B. Ossido di calcio, silice e allumina sono composti presenti anche nelle calci idrauliche ma a differenza di queste ultime, nel cemento sono combinate con ossido di calcio e ossido di ferro a formare dei composti chimici diversi, con prestazioni e caratteristiche diverse.
- rilascio di inquinanti di natura chimica e microbiologica
- rilascio di polveri, fibre o particelle radioattive
- riciclabilità delle materie prime
- quantità di rifiuti prodotti
- consumo di energia, di risorse naturali ed effetti sugli ecosistemi
- assenza di sostanze pericolose nella composizione
- bassa emissività d´inquinamento durante il ciclo di vita
- pulibilità e manutentibilità
- produzione di rumori
Il CERTIFICATO ENERGETICO è una attestazione delle prestazioni energetiche di un edificio attraverso un documento che contiene dati di riferimento, che consente a compratori e utenti di poter confrontare tali valori.
WEBER.IP615i e WEBER.MIX MP90 sono intonaci di sottofondo della Saint Gobain Weber con basso assorbimento d´acqua.
Nel caso della bentonite di sodio utilizzata per le impermeabilizzazioni sottofalda, il K raggiunge valori bassissimi, dell´ordine di 10E-11 (che corrisponde numericamente al valore 0.00000000001 m/sec). La bentonite pregelificata DAM®ROLL HDG gel ad alta densità raggiunge addirittura ad un valore di K pari a 10E-13.
Talvolta la resistenza al passaggio del vapore acqueo può essere espressa con Z, grandezza dimensionale (espressa in Kg/msPa o in alternativa in mqhPa/mg), oppure con il valore s (o sD), cioè lo spessore d’aria equivalente alla diffusione del vapore acqueo (espresso in m), che si ottiene dalla moltiplicazione del parametro μ per lo spessore del materiale edile. (Vedi anche: Permeabilità al vapore)
La condensazione è una trasformazione che porta una sostanza dallo stato gassoso allo stato liquido. Il vapore acqueo è un elemento naturalmente presente nell´atmosfera e negli edifici; tuttavia, la concentrazione di vapore acqueo all´interno delle case non è costante ma dipende da vari fattori, tra cui le attività che vengono compiute, dalle persone che abitano,.... Il vapore acqueo viene smaltito parzialmente per diffusione attraverso elementi edili (2%) ma soprattutto per mezzo di una buona aerazione dell´ambiente e con un adeguato isolamento termico delle pareti, che eviti gli sbalzi termici soprattutto in inverno. Il contatto del vapore acqueo con superfici fredde della casa determina, infatti, fenomeni di condensa, che possono dare origine allo sviluppo di muffe e funghi e conseguente annerimento delle pareti, ossidazione di parti metalliche e deterioramento di infissi in legno. La condensa quindi è un fenomeno da prevenire, non solo perchè provoca antiestetiche macchie, ma anche perchè i funghi possono nuocere alla salute e provocare anche problemi all´edificio, oltre ad inutili perdite di energia.
Nel campo dell´edilizia, quanto più un materiale ha un valore di λ basso, tanto migliori sono le proprietà isolanti del materiale stesso. Si esprime in W/mK.
Il valore è proporzionale alla quantità di energia termica trasferita da un materiale: negli isolanti il valore è molto basso (esempio, fibra di legno=0.040 W/mK), mentre è alto per i buoni conduttori, come i metalli (anche 200-300 W/mK).
In questio casi quindi si dovrà parlare di conduttività equivalente del blocco.
D
INTEGRAZIONI: A partire dal 2 febbraio è in vigore il Dlgs 311, che contiene le disposizioni correttive ed integrative alla legge 192. Esso lascia invariato l´impianto generale della legge 192, ma rivede i valori limite di fabbisogno energetico degli edifici in modo più restrittivo, anticipando i tempi di entrata in vigore di un anno.
APPLICAZIONI: il Dlgs 192 si applica a:
- nuove costruzioni
- ristrutturazioni integrali dell´involucro esterno
- demolizione e ricostruzione in manutenzione straordinaria di edifici esistenti (se la ristrutturazione interessa partizioni verticali ed orizzontali perimetrali o adiacenti ad ambienti non riscaldati)
- ampliamenti superiori al 20%
- nuova installazione o ristrutturazione dell´impianto termico
- sostituzione di generatori di calore
CERTIFICAZIONE ENERGETICA: La nuova normativa prevede che ogni edificio sia dotato obbligatoriamente di un "Certificato energetico" (sostituito temporaneamente dall´Attestato di Qualificazione Energetica, in attesa di linee guida sui criteri e le modalità di certificazione) che ne attesti l´efficienza energetica, stilato dal Direttore dei lavori sulla base dei nuovi indicatori. L´Attestato di Qualificazione Energetica va presentato unitamente alla dichiarazione di fine lavori e ad una dichiarazione di conformità delle opere rispetto alla relazione tecnica, al progetto e alle varianti in corso d´opera.
REQUISITI ENERGETICI DEGLI EDIFICI: devono essere valutati
- indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale (EP) in funzione della fascia climatica di riferimento
- trasmittanze termiche dei singoli elementi dell´involucro (strutture opache orizzontali o inclinate, strutture opache verticali, chiusure trasparenti)
- rendimento globale medio stagionale degli impianti
Per gli indici di prestazione energetica, vai alla voce relativa in questo glossario.
CONTRIBUTI FISCALI E FINANZIARI PER INTERVENTI DI EFFICIENZA ENERGETICA - FINANZIARIA 2007 La legge finanziaria 2008 ha confermato per il triennio 2008-2010 le agevolazioni tributarie per edifici nuovi e per la riqualificazione energetica di edifici esistenti. EDIFICI AMMESSI La detrazione d´imposta riguarda solo gli interventi su edifici esistenti (cioè iscritti al catasto, o per cui sia stata fatta richiesta di accatastamento o per cui viene pagato l´ICI). Tutti gli impianti devono essere già dotati di riscaldamento. REGOLE PER ACCEDERE ALLA DETRAZIONE Il richiedente deve:
TIPOLOGIE DI INTERVENTI
Fino al 31/12/2009
Dal 01/01/2010
| ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
La normativa, entrata in vigore il 21/02/1998, determina i requisiti acustici passivi minimi degli edifici e dei loro componenti in opera, cioè direttamente nell´edificio costruito. Il decreto si applica a tutti gli edifici progettati, concessionati e realizzati dopo la sua emanazione e riguarda le nuove costruzioni, le ristrutturazioni e i cambi di destinazione d’uso. In particolare, vengono individuati e regolamentati gli elementi dell´edificio che costituiscono mezzi di trasmissione di rumori, cioè:
- facciate (elementi di tamponamento ed elementi finestrati)
- partizioni verticali (pareti)
- partizioni orizzontali (solai)
- impianti tecnologici a funzionamento continuo quali riscaldamento, aerazione, condizionamento
- impianti a funzionamento discontinuo quali ascensori, bagni, servizi igienico-sanitari.
- INDICE DEL POTERE FONOISOLANTE R´w
- INDICE DELL´ISOLAMENTO ACUSTICO STANDARDIZZATO DI FACCIATA D2m,Nt,W
- INDICE DEL LIVELLO DI RUMORE DA CALPESTIO DI SOLAIO NORMALIZZATO L´nw
- LIVELLO MASSIMO DI RUMORE PER IMPIANTI A FUNZIONAMENTO DISCONTINUO LAS max
- LIVELLO MASSIMO DI RUMORE PER IMPIANTI A FUNZIONAMENTO CONTINUO LA eq
| CATEGORIE EDIFICI | R´w | D2m,n,t,w | L´nw | L As max | L Aeq |
| D | 55 | 45 | 58 | 35 | 25 |
| A-C | 50 | 40 | 63 | 35 | 35 |
| E | 50 | 48 | 58 | 35 | 25 |
| B-F-G | 50 | 42 | 55 | 35 | 35 |
- D = isolamento acustico tra interno ed esterno;
- 2m = indica che la misura in esterno è stata effettuata a 2 mt dalla facciata;
- nT = significa che il valore misurato è corretto rispetto al tempo di riverberazione;
- w = indica che si tratta di un "indice", ossia di un valore che tiene conto del comportamento dell’elemento alle diverse frequenze.
Poichè si tratta di un indice, il valore (in decibel) si determina con la traslazione, secondo la UNI EN ISO 717-1 del 1997, della curva di riferimento a 500 Hz riferito a valori d´ottava o terzi d´ottava dell´isolamento acustico standardizzato di facciata. Il valore ottenuto è un numero intero.
Da un punto di vusta matematico, il decibel si calcola come 10 volte il logaritmo in base 10 del rapporto tra due grandezze omogenee, secondo la formula:
Questo significa che non è possibile eseguire somme, differenze e medie di pressione tra valori in decibel. Ad esempio, se ad una sorgente con un valore di intensità di 50 dB aggiungiamo una sorgente identica, il livello totale di pressione sonora sarà di 53 dB e non di 100 dB: la differenza in decibel di due potenze una doppia dell´altra è data da 10lg2 = 3 dB.
Le vasche devono essere installate entro terra e raccolgono le acque di scarico di origine domestica (scarichi di lavelli, cucine di ristoranti,...). Sono formate da tre zone comunicanti: la prima raccoglie e smorza il flusso entrante; la seconda provvedere alla separazione e allo stoccaggio temporaneo di oli e grassi; la terza consente il deflusso dell’acqua dopo il processo. Ogni vasca condensagrassi deve essere dimensionata calcolando 50 lt/abitante o 30lt/ristorante.
Il tempo di residenza idraulico è variabile in funzione della tipologia dello scarico, cioè in base alla quantità di oli e grassi presenti. In genere, un tempo di permenenza di 15 minuti è sufficiente per completare in modo efficace il processo.
Con il termine diaframma si intende un’opera con funzione di sostegno delle terre, di fondazione, difesa di opere preesistenti, ecc., realizzato asportando il terreno e sostituendolo con un conglomerato cementizio armato. Il diaframma è costituito da pannelli che si congiungono lungo superfici di contatto.In presenza di falde sotterranee dove si rende necessaria un´operazione di impermeabilizzazione, è necessario regolarizzare preventivamente la superficie del diaframma, colmando le discontinuità e le cavità, in maniera tale che la membrana impermeabilizzante si appoggi su un supporto più lineare possibile.
(Nella foto a destra, un diaframma impermeabilizzato con membrana bentonitica DAM®ROLL HDG della ditta Orsan).
Per valutare l’idoneità di una pittura o di un rivestimento nella protezione della facciata si fa riferimento alla norma DIN 18550 che si basa sulla Teoria di Künzel, che ha elaborato il più moderno concetto di protezione delle facciate contro le intemperie, individuando una relazione matematica che stabilisce l´equilibrio tra i valori di assorbimento e di diffusione dell´acqua. In particolare, un rivestimento protettivo deve impedire la penetrazione dell´acqua e favorire nel contempo l´eliminazione del vapore acqueo dal supporto verso l’esterno, contribuendo a mantenere il corretto equilibrio igrometrico delle murature.
La norma DIN 18550 stabilisce che una pittura o un rivestimento esterno che offrono ottime caratteristiche di durata devono soddisfare 3 condizioni:
W è il coefficiente di assorbimento d´acqua e rappresenta la resistenza alla penetrazione dell’acqua.
In questa situazione ottimale si verifica che la permeabilità all’acqua di un rivestimento tende al suo valore massimo mentre la resistenza al passaggio del vapore tende ad essere vicina al valore minimo. Le idropitture silossaniche sono caratterizzate da una ottima resistenza agli genti atmosferici, permeabilità al vapore e buona impermeabilità all´acqua.
NOTA: Per garantire una corretta evacuazione del vapore verso l´esterno, è determinante che i valori di Sd degli strati della muratura siano sempre più bassi nella direzione in cui il vapore deve uscire. È sbagliato pensare che le pitture e i rivestimenti debbano avere un valore di μ necessariamente più basso rispetto ai materiali negli strati precedenti: l´elemento che determina il grado di "traspirabilità" è il valore di Sd, dipendente sia da μ che dallo spessore. È possibile quindi applicare una pittura con μ più elevato ad uno spessore più basso, a condizione che il valore Sd sia inferiore a quello dello strato sottostante.
La diffusività rappresenta la resistenza di un corpo a trasmettere il calore e si misura in [m²/s]. È una caratteristica intrinseca del corpo, che dipende esclusivamente dal materiale di cui è composto. La diffusività permette di capire quanto rapidamente il calore si distribuisce all´interno di un corpo preso in esame.
Le sostanze oleose, mediante un dislivello, cadono nel settore di raccolta e stoccaggio degli oli minerali a tenuta stagna e indipendente dagli altri due; nel terzo settore affluisce l´acqua parzialmente disoleata, attraversa un filtro idoneo a trattenere i residui di oli e idrocarburi, impurità e altre materie in sospensione. Periodicamente si deve provvedere a smaltire gli oli minerali stoccati con automezzi autorizzati, oltre a estrarre i fanghi sedimentati nel primo settore.
La durezza viene generalmente espressa in gradi francesi °F (1°F = 10 mg di carbonato di calcio (CaCO3) per litro di acqua), in milligrammi per litro di acqua (mg/lt) o in parti per milione (1°F = 10 mg/l = 10 ppm - parti per milione).
Le acque dure, oltre al notevole impatto sui macchinari tecnologici (possono causare incrostazioni sulle pareti, diminuendone il rendimento complessivo), hanno anche effetti sulla salute umana: dal punto di vista tossicologico non sembrano essere dannose, al contrario alcuni studi hanno verificato che la presenza di calcio e magnesio può prevenire alcune malattie come l´ipertensione e l´infarto; tuttavia l´uso di acque dure è sconsigliato, ad esempio, a chi soffre di disturbi renali.
In genere, le acque vengono classificate in base alla loro durezza:
- fino a 4°F: molto dolci
- da 4°F a 8°F: dolci
- da 8°F a 12°F: mediamente dure
- da 12°F a 18°F: discretamente dure
- da 18°F a 30°F: dure
- oltre 30°F: molto dure
E
Con il termine "effetto serra" si intende il surriscaldamento dell´atmosfera provocato dall´aumento della concentrazione di gas serra. Nell´atmosfera sono naturalmente presenti dei gas (anidride carbonica, vapore acqueo, metano,...) a concentrazioni basse che permettono il passaggio delle radiazioni solari verso la terra, ma impediscono il ritorno dei raggi infrarossi dalla terra verso lo spazio (calore riflesso). Questo fenomeno garantisce la regolazione costante della temperatura sulla superficie terrestre. Tuttavia, l´alterazione della concentrazione di questi gas serra causato da emissioni indiscriminate di gas pericolosi comporta un aumento della temperatura media sulla terra e mette a rischio l´equilibrio climatico, causando danni per l´integrità dell´ambiente e la salute dell´uomo. Alcuni gas serra estremamente attivi non sono presenti normalmente in natura, ma sono generati dai processi industriali: è il caso dei clorofluorocarburi CFC, da tempo riconosciuti come agenti pericolosi, gli idrofluorocarburi (HFC), i perfluorocarburi (PFC) e l’esafluoruro di zolfo (SF6). I CFC e gli HCFC sono stati largamente utilizzati nell´industria come refrigeranti, agenti schiumogeni, propellenti, detergenti,... grazie alle caratteristiche di stabilità chimica, ininfiammabilità e atossicità. Da qualche anno tuttavia si stanno escludendo i CFC dai processi industriali e parallelamente si assiste allo sviluppo di tecnologie che riducono l´emissione di gas serra durante tutto il ciclo di vita di un prodotto, specialmente nella fase produttiva e nello smaltimento finale.
Le efflorescenze sono dei depositi di sali trasportati in superficie dall´acqua e cristallizzati dopo l’evaporazione della stessa. Questi sali (solfati, cloruri e nitrati), presenti nel terreno e negli elementi da costruzione, sono igroscopici ed espansivi, sono in grado cioè di assorbire l´umidità ambientale e aumentare notevolmente di volume. La presenza nelle murature di sali cristallizzati provoca macchie antiestetiche sulla superficie dei mattoni e nel lungo periodo può creare anche danni strutturali perchè i sali, durante il processo di cristallizzazione, aumentano di volume e causano la disgregazione della malta e dei mattoni per compressione. Se la muratura è costantemente impregnata d’acqua le macchie possono diventare permanenti. Per evitare la formazione di efforescenze saline è necessario quindi isolare la muratura da infiltrazioni indesiderate di acqua.Saint Gobain Weber propone un ciclo efficace di pulizia e dissalazione per risolvere il problema delle efflorescenze su mattoni faccia a vista. Su supporto asciutto, applicare TERRASAN PRIMER (primer desalinizzatore) a pennello o a spruzzo e lasciare agire per 7-8 giorni, in modo tale che il muro espella i sali in eccesso. Successivamente applicare a pennello, rullo o nebulizzatore il WEBER.FV-A (protezione idrorepellente in soluzione silossano-oligomerica base acqua) che riduce del 94% l´assorbimento d´acqua, protegge dall´azione dei cicli gelo/disgelo, senza alterare significativamente l´aspetto estetico e la permeabilità delle superfici.
Alcuni materiali elastomerici, largamente impiegati nel settore industriale, sono stati recentemente introdotti nel campo dell´edilizia, soprattutto nel settore delle pitture e dei rivestimenti. Saint Gobain Weber ha messo a punto la linea WEBER.TEC FLEX, pitture e rivestimenti elastomerici; grazie all´estrema flessibilità di questi prodotti, che consente allungamenti superiori al 250%, vengono impiegati per risolvere i problemi delle facciate cavillate e per la protezione del calcestruzzo.
F
- bruciatura e ritiro della malta, cioè perdita brusca di acqua dall´impasto a causa condizioni climatiche secche o bagnatura insufficiente dei mattoni prima della posa.
- movimenti statici del supporto: in genere si presentano con andamento rettilineo (ad esempio, una leggera flessione del solaio nella sua parte centrale può accompagnarsi ad un sollevamento del margine del solaio e generare una fessura orizzontale in corrispondenza dello spigolo d´appoggio).
- cambiamenti di temperatura o di umidità, che provocano variazioni dimensionali dei materiali (dilatazione termica in estate,...).
- scorretta applicazione dei materiali sulle facciate: spessori troppo elevati di materiale in una sola mano o prodotti eccessivamente fluidi provocano fessurazioni a croce.
Un corretto isolamento acustico degli edifici prevede l´utilizzo combinato di prodotti fonoimpedenti e prodotti fonoassorbenti, generalmente materiali leggeri e morbidi (ad esempio in fibra di poliestere), con struttura porosa a cellula aperta, capaci di imprigionare l’energia sonora e trasformarla in calore, attenuando il fastidioso rimbombo.
L´onda di pressione sonora può propagarsi oltre una struttura quando riesce a vincere l´inerzia della struttura stessa. Buoni prodotti fonoisolanti sono materiali duri e dotati di buona massa (come il piombo e le guaine elastomeriche) che non vengono deformati dall´onda sonora. Un corretto isolamento acustico elimina i rumori che si trasmettono per via aerea (diretta) e anche per via strutturale (trasmissione laterale o di fiancheggiamento).
Le fosse Imhoff vengono impiegate per chiarificare liquami grezzi provenienti direttamente dagli scarichi civili (abitazioni, scuole, albeghi,...). Sono costituite da una vasca cilindrica a pianta circolare o rettangolare divisa in due comparti: il liquame grezzo entra con continuità nel primo comparto di sedimentazione, che permette una prima divisione tra sostanze leggere (galleggianti) e pesanti, destinate a depositarsi in fondo alla vasca. Il settore di sedimentazione è costituito da due pareti inclinate e convergenti al centro della vasca, con delle fessure per permettere il passaggio dei fanghi sedimentati al comparto inferiore di digestione. Il comparto di digestione raccoglie per caduta naturale le sostanze sedimentate, che si accumulano sul fondo della vasca. Qui avviene la decomposizione biologica delle sostante organiche in fango, un processo chimamato fermentazione o digestione anaerobica. Periodicamente le fosse Imhoff devono essere svuotate e i fanghi conferiti presso appositi depuratori pubblici o impianti autorizzati al trattamento dei rifiuti.
Una fossa Imhoff attua solamente una depurazione primaria e i prodotti non possono essere immersi in corsi d´acqua superficiali; questo tipo di operazione preliminare viene in genere utilizzata in combinazione con ulteriori sistemi di trattamento.
Rappresenta il numero di oscillazioni complete compiute da una particella del mezzo in un secondo e si misura in Hertz (Hz). Se un suono ha una frequenza di 1 Hz, significa che in 1 secondo compie un´unica oscillazione completa. La frequenza è collegata all´altezza di un suono, cioè alla sensazione di suono grave o acuto: con l´aumentare della frequenza, aumenta l´altezza e il suono diviene acuto; viceversa, minore è la frequenza, minore sarà l´altezza e quindi il suono sarà più cupo.G
Il GBC Italia promuove un processo di trasformazione del mercato edile italiano: il sistema di certificazione legato al marchio LEED stimola la competizione tra le imprese sul tema delle performance energetiche e ambientali degli edifici, incoraggiando comportamenti di consumo consapevole anche tra gli utenti finali.
GBC Italia è parte integrante di un movimento più ampio che ha preso avvio negli Stati Uniti nel 1993.
- giunti strutturali, da posizionare fra elementi strutturali adiacenti per garantire la corretta distanza fra di essi ed assorbire movimenti tridimensionali (blocchi diversi in calcestruzzo, ...);
- giunti perimetrali, da predisporre nei punti di contatto tra la piastrellatura e altre strutture come pareti o colonne;
- giunti di frazionamento, da posizionare all´interno di pavimentazioni molto estese per limitare le sollecitazioni meccaniche connesse, ad esempio, con le escursioni termiche o in corrispondenza di variazioni nella direzione di posa.
Le ghise si dividono in 2 tipologie:
- LAMELLARE, se la grafite libera (carbonio) si trova sotto forma di lamelle;
- SFEROIDALE, se la grafite si presenta sotto forma di noduli.
La ghisa lamellare presenta dei vantaggi rispetto alla ghisa sferoidale:
- resistenza alla corrosione: le lamelle rallentano la velocità di penetrazione della corrosione, quindi la possibilità di perforazione
- smorzamento delle vibrazioni: grazie alla disposizione strutturale della grafite libera, le vibrazioni vengono smorzate più velocemente, e di conseguenza si riduce la propagazione del rumore
- allungamento: nelle ghise lamellari il fenomeno di deformazione è trascurabile e garantisce una maggiore resistenza alle continue sollecitazioni dovute al traffico, mantenendo la giusta planarità dei coperchi.
- produzione: il processo di ottenimento della ghisa lamellare è meno delicato del processo di sferoidizzazione, per il quale anche un piccolo ritardo nella colata può compromettere il risultato finale
- Zona A: comprende i comuni più caldi, con GG non superiori a 600 (ex: Lampedusa)
- Zona B: comuni con GG compresi tra 600 e 900 (ex: Agrigento, Catania)
- Zona C: comuni con GG compresi tra 900 e 1.400 (ex: Bari, Cagliari, Napoli)
- Zona D: comuni con GG compresi tra 1.400 e 2.100 (ex: Firenze, Roma, Pisa)
- Zona E: comuni con GG compresi tra 2.100 e 3.000 (ex: Verona, Padova, Venezia, Bologna)
- Zona F: comuni d´alta quota con GG superiori a 3.000 (ex: Cuneo, Belluno)
Un valore di GG basso indica che le temperature medie giornaliere sono molto vicine ai 20°C e quindi è necessario un periodo di riscaldamento breve; al contrario, valori di GG elevati indicano temperature medie giornaliere nettamente inferiori ai 20°C e quindi la necessità di riscaldamenti prolungati durante l´anno.
È un prodotto ideale per la pavimentazione di ristoranti, scuole, centri commerciali e altri luoghi pubblici, oltre che per abitazioni private.
Il gres porcellanato può essere utilizzato all´interno ma anche all´esterno, sia per pavimenti che per rivestimenti.
Per il fissaggio di piastrelle in gres porcellanato, Saint Gobain Weber propone due collanti, WEBER.COL PRESTIGE e WEBER.COL PROGRES, da scegliere in base ai tipi di supporto e al formato della piastrella.
Il biossido di carbonio CO2 è preso come metro di riferimento e il suo GWP viene posto convenzionalmente pari ad 1.
Alcuni esempi di GWP:
- CFC-12: GWP=8.500
- HCFC: GWP=5000
- METANO: GWP=3
I
Per la protezione delle facciate esterne dall´azione degli agenti atmosferici, Saint Gobain Weber propone una gamma di rasanti idrofugati, WEBER.CEM RK355, RP370, RN360, che mantengono buone caratteristiche di traspirabilità.
Caratteristica di un supporto che ha un bassissimo assorbimento d´acqua; la sua composizione chimica non presenta dei gruppi funzionali in grado di interagire con l´acqua che, a contatto con superfici di questo tipo, tende a scorrere via, formando il cosiddetto "effetto goccia".Per proteggere le superfici faccia a visa esposte all´azione degradante degli agenti atmosferici è necessario applicare dei trattamenti che aumentino la caratteristica di idrorepellenza. In questi casi, Saint Gobain Weber consiglia di utilizzare WEBER.FV-A, protettivo silossanico pronto all´uso che non altera l´aspetto e la permeabilità al vapore delle superfici.
L´impermeabilizzazione in spinta si realizza applicando il prodotto impermeabilizzante sulla superficie a contatto con il liquido, all´interno della vasca. In questo modo, la pressione idrostatica esercitata dal liquido comprimerà il prodotto impermeabilizzante sul supporto.L´impermeabilizzazione in spinta negativa (o controspinta) si realizza applicando l´impermabilizzante sul lato opposto rispetto a quello a contatto con il liquido. La spinta idrostatica viene esercitata sul supporto. La tecnica dell´impermeabilizzazione in controspinta viene utilizzata nel caso in cui non sia possibile svuotare le strutture d´acqua per applicare il trattamento.
Saint Gobain Weber ha messo a punto la linea di malte WEBER.DRY per l´impermeabilizzazione di strutture in calcestruzzo in spinta e controspinta.
I valori limite da rispettare sono riportati nelle tabelle 1 dell´Allegato C del Dlgs 311. Essi sono distinti in funzione delle zone climatiche (individuate dal DPR 412-93) e del rapporto di forma dell´edificio S/V.
- S è la superficie (m²) che delimita verso l´esterno (cioè verso ambienti non dotati di impianto di riscaldamento) il volume riscaldato V;
- V è il volume lordo (m³) delle parti di edificio riscaldate.
Nella tabella in basso vengono riportati gli indici di prestazione energetica espressi in kWh/m²anno riferiti a edifici residenziali della categoria E1 (edifici residenziali con occupazione continuativa, con occupazione saltuaria, edifici adibiti ad alberghi, pensioni e simili, esclusi conventi, collegi, case di pena e caserme).
In bianco, i valori limite in vigore.
In verde, i valori di energia primaria limite dal 1 gennaio 2008.
In giallo, i valori di energia primaria limite dal 1 gennaio 2010.
| A | B | C | D | E | F | |||||
| S/V | fino a 600 GG |
a 601 GG |
a 900 GG |
a 901 GG |
a 1400 GG |
a 1401 GG |
a 2100 GG |
a 2101 GG |
a 3000 GG |
oltre 3000 GG |
| ≤0.2 | 10 | 10 | 15 | 15 | 25 | 25 | 40 | 40 | 55 | 55 |
| 9.5 | 9.5 | 14 | 14 | 23 | 23 | 37 | 37 | 52 | 52 | |
| 8.5 | 8.5 | 12.8 | 12.8 | 21.3 | 21.3 | 34 | 34 | 46.8 | 46.8 |
| ≥0.9 | 45 | 45 | 60 | 60 | 85 | 85 | 110 | 110 | 145 | 145 |
| 41 | 41 | 55 | 55 | 78 | 78 | 100 | 100 | 133 | 133 | |
| 36 | 36 | 48 | 48 | 68 | 68 | 88 | 88 | 116 | 116 |
Per valori di S/V compresi tra 0.2 e 0.9 si procede per interpolazione dei valori.
Per ovviare a questa necessità, la normativa UNI EN ISO 717, parte 1 e 2, del 1997 ha introdotto un unico parametro, definito INDICE DI VALUTAZIONE, impiegato per classificare il potere fonoisolante (R e R´), l´isolamento acustico standardizzato di facciata (D2m,nT) e il rumore di calpestio (Ln e LnT).
Il valore dell´indice di valutazione si ottiene facendo scorrere per passi di 1 dB la curva di riferimento, riportata dalla normativa, sulla curva sperimentale; lo spostamento si ferma quando si verifica che la somma degli scostamenti sfavorevoli (punti in cui i valori della curva sperimentale si trovano al di sotto della curva di riferimento), diviso per il numero totale di bande di frequenza considerate (16 per i terzi di ottava, 5 per le ottave) è inferiore o uguale a 2 dB (comunque il più vicino possibile). Quando questa condizione si verifica, si può leggere il valore dell´indice di valutazione sulla curva di riferimento in corrispondenza della frequenza di 500 Hz.
- lo SMORZAMENTO o riduzione della temperatura operato dalla struttura nel tempo (detto anche fattore E), determinato dal rapporto tra l´ampiezza dell´onda esterna e dell´onda interna;
- lo SFASAMENTO (o fattore F), cioè la capacità della struttura di agire per ritardare il passaggio dell´onda termica dall´esterno all´interno del muro. Maggiore è lo sfasamento, maggiore è il ritardo con cui una variazione di temperatura esterna si trasmette all’interno; al contrario, uno sfasamento insufficiente farà ripercuotere in breve tempo gli effetti termici (rigidità invernale e surriscaldamento estivo) raggiunti all´esterno.
Murature di grosso spessore e di notevole massa, come le chiese antiche, hanno un´elevata inerzia termica e riescono a mantenere un clima interno abbastanza costante. L´edilizia civile moderna, che progetta pareti a spessori molto più ridotti, deve integrare le strutture in laterizio con opportuni isolanti termici. La fibra di legno è il materiale isolante naturale che unisce ottimi valori di conduttività termica, di capacità termica e di sfasamento, è in grado di aumentare l´inerzia termica delle pareti, migliorando le prestazioni termiche complessive dell´involucro esterno.
L
La sigla rappresenta l´indice di valutazione del livello di rumore da calpestio normalizzato rispetto all´assorbimento acustico. - L = livello sonoro trasmesso per via strutturale (sistema pavimento-solaio);
- ‘ = indica che il valore è stato misurato in opera;
- n = significa che il valore misurato à normalizzato rispetto l’assorbimento acustico;
- w = indica che si tratta di un "indice", ovvero di un valore che tiene conto del compor-tamento dell’elemento alle diverse frequenze.
con Li = livello medio di pressione sonora nell´ambiente ricevente, A assorbimento acustico equivalente nell´ambiente ricevente, A0 assorbimento di riferimento pari a 10 m².
L´indice di valutazione è il valore in decibel letto sulla curva di riferimento a 500 Hz dopo traslazione secondo la UNI EN ISO 717-2 rispetto alla curva sperimentale del livello di rumore al calpestio normalizzato. Il valore ottenuto è un numero intero.
- L = livello sonoro trasmesso per via strutturale (sistema pavimento-solaio);
- ‘ = indica che il valore è stato misurato in opera;
- nT = significa che il valore misurato è normalizzato rispetto al tempo di riverberazione nell´ambiente ricevente;
- w = indica che si tratta di un "indice", ovvero di un valore che tiene conto del comportamento dell’elemento alle diverse frequenze.
con Li livello di rumore al calpestio nell´ambiente ricevente, T tempo di riverberazione nell´ambiente ricevente, T0 tempo di riverberazione di riferimento, per le abitazioni considerato pari a 0.5 secondi.
L´indice di valutazione è il valore in decibel a 500 Hz ottenuto traslando la curva di riferimento secondo la UNI EN ISO 717-2 rispetto alla curva sperimentale del livello di rumore di calpestio normalizzato. Il valore ottenuto è un numero intero.
La valutazione del livello di esposizione va effettuata nel periodo diurno (dalle 6 alle 22) e nel periodo notturno (dalle 22 alle 6).
Si definisce laterizio porizzato o alveolato un prodotto in pasta alleggerito, ottenuto miscelando all´impasto dell´argilla, prima della formatura, del materiale combustibile (ad esempio, segatura o piccole sfere di polistirolo espanso). Questi materiali durante il processo di cottura bruciano completamente, lasciando all´interno della massa piccolissimi vuoti non comunicanti tra loro. L´elevato numero di micro-camere d´aria ferma che si formano all´interno del laterizio migliorano le prestazioni termiche e acustiche; la porizzazione diffusa, inoltre, abbassa il peso specifico del blocco e lo alleggerisce, senza però ridurne le prestazioni meccaniche. I laterizi porizzati vengono impiegati per realizzare murature portanti e termicamente isolanti nella costruzione di edifici pubblici o privati. Possono essere impiegati come alternativa ai laterizi tradizionali, ai blocchi di calcestruzzo (normali o alleggeriti), alle pietre naturali (tufo).
M
Le malte per muratura, definita come "miscele di uno o più leganti inorganici, aggregati, acqua, con l´aggiunta di eventuali additivi per il riempimento, il collegamento e l´allettamento della muratura in esterno e in interno", vengono distinte in due tipi: "malta a prestazione garantita", dove la composizione e il metodo di produzione sono stati scelti dal produttore per ottenere le prestazioni specificate, e "malta a composizione prescritta", dove le proprietà risultano dalla proporzione dichiarata dei costituenti.
La normativa definisce inoltre sette classi di malta in funzione della resistenza a compressione a prodotto indurito (a 28 gg) al posto delle 4 previste dalla precedente normativa:
| UNI EN 998-2 | D.M. 20/11/1987 |
- M1: resistenza superiore a 1 N/mm² - M2,5: resistenza superiore a 2.5 N/mm² - M5: resistenza superiore a 5 N/mm² - M10: resistenza superiore a 10 N/mm² - M15: resistenza superiore a 15 N/mm² - M20: resistenza superiore a 20 N/mm² - Md: resistenza superiore a 25 N/mm² |
- M1: resistenza superiore a 12 N/mm² - M2: resistenza superiore a 8 N/mm² - M3: resistenza superiore a 5 N/mm² - M4: resistenza superiore a 2.5 N/mm² |
Per le malte a prestazione garantita il produttore deve dichiarare:
- resistenza a compressione
- aderenza
- contenuto di cloruri (nel caso di malte per murature armate)
- reazione al fuoco (per utilizzi in murature soggette a requisiti antincendio)
- assorbimento d´acqua e permeabilità al vapore (per murature destinate ad impieghi esterni, rispettivamente secondo la EN 1015-18 e EN 1745)
- conducibilità termica (per murature soggette a requisiti di isolamento termico)
- presenza di sostanze pericolose
- durabilità

- malte per scopi generali (GP), tipo WEBER.IP, WEBER.MIX, intonaci di sottofondo ad applicazione manuale o meccanizzata
- leggere (LW), con massa volumica indurita secca non superiore a 1300 Kg/mc
- colorate (CR)
- monostrato (OC)
- da risanamento (R), tipo TERRASAN EVOLUZIONE, intonaco da risanamento polivalente
- a strato sottile (T), tipo WEBER.MP FV, malta idrofugata per murature faccia-vista
- malte per isolamento termico (T2), tipo WEBER.THERM EXTRA, intonaco termoisolante a base di polistirene
Si definisce fibrorinforzata una malta che è stata additivata con apposite fibre in vetro o in poliestere che aiutano a controllare i ritiri e formano un´armatura tridimensionale di rinforzo.Saint Gobain Weber ha messo a punto una gamma di prodotti rinforzati, alcuni dei quali con innovativi filamenti di vetro, che migliorano lo scorrimento della staggia, rendono il materiale più omogeneo e hanno una elevata resistenza in ambiente alcalino:
- WEBER.TEC FAST 50 (malta universale a presa rapida)
- WEBER.TEC MC230 (malta per ripristini di facciata)
- WEBER.TEC MC200-MC202 (malte per il ripristino del cls a presa normale e rapida)
- WEBER.CALCE TF-TM-TS (intonaci alla calce idraulica naturale)
- WEBER.MIX MP90-WEBER.IP 600 (intonaci fibrati a mano e a macchina)
- TERRASAN EVOLUZIONE (intonaco da risanamento polivalente)
I requisiti essenziali per i materiali da costruzione (materiali, manufatti, sistemi, ecc. fabbricati al fine di essere permanentemente incorporati in opere di costruzione) sono:
- Resistenza meccanica e stabilità
- Sicurezza in caso di incendio
- Igiene, salute e ambiente
- Sicurezza nell´impiego
- Protezione contro il rumore
- Risparmio energetico e ritenzione di calore

La responsabilità dell’applicazione del marchio CE è completamente a carico del produttore. Prodotti non marchiati CE non possono essere commercializzati; in caso contrario devono essere ritirati.
Il simbolo della marcatura CE deve essere accompagnato dall´identificazione del produttore, dai riferimenti normativi, dalla descrizione del prodotto (materiali, dimensioni, destinazione d´uso,..) e dalle informazioni tecniche essenziali (valori prestazionali dichiarati).
È una delle proprietà meccaniche fondamentali di un materiale, una grandezza caratteristica indipendente dalla sua forma o grandezza, che indica il grado di rigidezza di un materiale. Una tensione applicata ad un corpo produce come effetto una variazione geometrica del corpo stesso, tanto più elevata quanto più un corpo è elastico, cioè quanto più un materiale ha modulo elastico basso. Viceversa, a parità di tensione applicata, se un materiale ha E elevato, la sua deformazione sarà molto bassa e il corpo si può classificare come rigido.
La conoscenza del modulo elastico è importante per conoscere le possibili applicazioni strutturali di un materiale. Nel caso dei materiali compositi con struttura disomogenea come il calcestruzzo, il modulo elastico è funzione di numerosi parametri, in particolare della resistenza a compressione, che a sua volta dipende dal tipo e dalla dimensione massima dell´aggregato, dai rapporti di composizione dell´impasto e dalle condizioni di stagionatura.
Per il fissaggio di piastrelle in monocottura Saint Gobain Weber propone due colle dalle prestazioni elevate, WEBER.COL PRESTIGE e WEBER.COL PROGRES, che permettono una efficace e ottimale posa anche in sovrapposizione.
N
Neopor® è un materiale che offre un isolamento termico superiore (20% migliore rispetto all’EPS tradizionale), grazie alla presenza di minuscole particelle di grafite al suo interno, che sono in grado di assorbire e riflettere i raggi infrarossi. In questo modo viene neutralizzato l’effetto negativo dell’irraggiamento del calore e contemporaneamente si salvaguarda l’ambiente, grazie all’abbattimento dei consumi energetici degli edifici. I materiali isolanti in Neopor® non contengono CFCK, HCFC, HFC né altri gas cellulari alogenati, ma solo aria.
Le norme europee armonizzate devono essere obbligatoriamente trasposte in norme tecniche nazionali. Queste norme hanno un carattere di volontarietà, sono delle linee guida per ottenere la marcatura CE, ma un produttore può decidere di seguire specifiche tecniche diverse, purchè comunque il produttore dimostri la conformità del prodotto rispetto agli obblighi delle direttive.
In Italia, le norme EN sono recepite e armonizzate dall´UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione), un´associazione privata senza scopo di lucro con oltre 7000 soci, fra imprese, liberi professionisti, associazioni, istituti scientifici e scolastici, organismi della Pubblica Amministrazione. Compito dell´UNI, organismo nazionale italiano di normazione, è quello di recepire le norme internazionali (ISO, EN,...) e provvedere alla loro traduzione e applicazione nei settori industriali, commerciali e del terziario (ad esclusione di quello elettrico ed elettrotecnico di competenza del CEI - Comitato Elettrotecnico Italiano). Le norme vengono elaborate da appositi organi tecnici che garantiscono trasparenza e condivisione degli interessi. L´UNI partecipa inoltre, in rappresentanza dell´Italia, all´attività degli organismi sovranazionali (ISO e CEN). Le norme europee arminizzate vengono siglate come UNI EN.
ISO è un´organizzazione non governativa, formata dagli organismi nazionali di normazione di 157 paesi, sviluppati, in via di sviluppo e ad economia di transizione. Collabora strettamente con alcuni partner internazionali nell´attività di standardizzazione, con l´organizzazione mondiale del Commercio (WTO) per promuovere un mercato globale e libero, con alcuni organismi delle Nazioni Unite e soprattutto con gli istituti nazionali di normazione.
Gli standard ISO specificano i requisiti per prodotti, servizi, processi, materiali e sistemi, per la valutazione della conformità, per la pratica organizzativa e manageriale. Sebbene volontari, gli standard ISO riscuotono un consenso internazionale, sono dovunque rispettati e accettati sia dai settori privati che pubblici.
O
Nel settore dell´edilizia vengono largamente utilizzati cementi osmotici che hanno la proprietà di penetrare in soluzione nella capillarità del supporto e provocare l´ostruzione delle stesse, impedendo il passaggio dell’acqua.

Dal punto di vista chimico, il cemento osmotico penetra per osmosi nella struttura e innesca una reazione di trasformazione dell´idrato di calcio presente, che si deposita sotto forma di sale insolubile nelle capillarità interne, impermeabilizzando la massa.
I cementi osmotici vengono impiegati per risolvere i problemi di impermeabilizzazione dovuti alla spinta negativa dell´acqua e di contenimento di acque, anche potabili, di superfici in calcestruzzo e intonaci cementizi stabili.
WEBER.DRY è la linea di cementi osmotici creata da Saint Gobain Weber per tutti i problemi di impermeabilizzazione in spinta e controspinta di pareti e pavimenti, in ambienti aggressivi e su superfici irregolari.
(cfr. Impermeabilizzazione in spinta positiva e negativa).
P
Il pellet è un materiale combustibile da riscaldamento, fabbricato a partire dagli scarti della lavorazione del legno. La segatura residua della lavorazione del legno viene essiccata e successivamente pressata a formare piccoli cilindretti.Il pellet è un combustibile naturale, ecologico, ad alta resa, che garantisce un ottimo funzionamento dell´impianto di riscaldamento, un basso contenuto di polveri residue, non è inquinante e soprattutto è privo di leganti chimici (l´alta pressione e l´azione legante della lignina permettono di ottenere un materiale compatto e omogeneo senza apporti chimici). Adatto per stufe, camini o caldaie; alcuni sistemi utilizzano il pellet nella produzione di energia e nel teleriscaldamento.
Se il diaframma è costituito da un unico materiale omogeneo, generalmente al suo interno non si verificano fenomeni di condensa; se invece la partizione è composta da pareti multistrato con differenti caratteristiche termiche, possono verificarsi fenomeni di condensa.
La permeabilità al vapore δ rappresenta la quantità di vapore che passa nell´unità di tempo attraverso una sezione unitaria di una parete di spessore unitario sotto una determinata differenza di pressione.
L´unità di misura della pressione nel S.I. è g/s m Pa (grammo/secondo metro Pascal); nel sistema tecnico S.T. è g/h m mmHg (grammo/ora metro mm di mercurio).
La relazione fra le due unità di misura è: δ S.I. = 2.0835 x 10E-6 δ S.T.
Spesso si ricorre al FATTORE DI RESISTENZA AL PASSAGGIO DEL VAPORE μ, che è dato dal rapporto fra la permeabilità dell´aria (190 x 10E-9 g/s m Pa) e la permeabilità del materiale. μ è un numero adimensionale, sempre maggiore di 1 perchè la permeabilità dell´aria è la massima possibile.
Il pH può essere misurato per via elettrica o per via chimica, sfruttando la capacità di alcune sostanze, gli indicatori, di modificare il loro colore in base al pH dell´ambiente in cui si trovano. Questi indicatori sono ampiamente utilizzati anche in striscie di carta, le cartine al tornasole, che cambiano colore quando vengono immerse in sostanze acide (rosa) o basiche (azzurro).
Per pittura o rivestimento elastomerico si intende un prodotto a base di gomma vulcanizzata o reticolata con elevata elasticità da utilizzare su supporti in calcestruzzo o intonaci cementizi per evitare la formazione di microcavillature superficiali dovute soprattutto a sbalzi termici. Le pitture elastomeriche hanno un elevato potere coprente, elevata resistenza agli agenti atmosferici e alla carbonatazione.Saint Gobain Weber ha ideato due prodotti a base di resine elastomeriche, WEBER.TEC FLEX L (pittura) e WEBER.TEC FLEX R (rivestimento), caratterizzati da un valore di allungamento del 250/300%, da utilizzare per la protezione e la decorazione di supporti che presentino microcavillature o soggetti a lievi deformazioni.
Il polistirene espanso sinterizzato EPS, detto anche polistirolo, è un materiale rigido, a struttura porosa, leggero e con bassa conducibilità termica, largamente impiegato come isolante termico nell’industria e nell’edilizia e per l´imballaggio. Il polistirene è composto da carbonio e idrogeno ed è il risultato della polimerizzazione dello stirene, materia plastica derivata dal petrolio, che si presenta sotto forma di piccole perle trasparenti. Durante il processo di espansione, le perle di gonfiano fino a 20-50 volte rispetto al loro volume iniziale e si crea all´interno una struttura a celle chiuse che trattiene l´aria e conferisce la caratteristica capacità isolante e ammortizzante. Il successivo processo di sinterizzazione porta alla saldatura delle perle che si uniscono a formare un blocco omogeneo di materiale. L´EPS è un prodotto atossico, inerte, non marcisce, non contiene CFC, non rilascia gas tossici ed è stabile dal punto di vista chimico. Ha una bassa conduttività termica grazie alla sua struttura cellulare chiusa, formata per il 96/99% di aria. Questa caratteristica lo rende uno dei materiali più usati per l´isolamento termico nell´edilizia. Il polistirene è permeabile al vapore acqueo, garantisce la traspirazione delle superfici, ma ostacola il passaggio dell´acqua. Tuttavia, a causa della sua composizione chimica, il polistirene è un materiale combustibile; l´aggiunta di specifici additivi permette di ottenere un prodotto con un miglior comportamento al fuoco.
I prodotti in EPS vengono classificati oggi in base alla norma EN 13163. La precedente normativa UNI 7819 suddivideva l´EPS in 5 classi in base alla densità (15-20-25-30-35 Kg/mc) e ne determinava successivamente le caratteristiche chimico-meccaniche e i valori limite da rispettare. La EN 13163 distingue invece l´EPS in 16 Euroclassi in base ai valori di resistenza a compressione al 10% di deformazione e di resistenza a flessione (espresse in Kpa). Un prodotto appartenente ad una determinata classe deve soddisfare entrambe le condizioni. La qualità delle lastre di polistirene deve essere certificata dall´Istituto Italiano dei Plastici "IIP" con una timbratura specifica.
Le lastre per l´isolamento esterno delle pareti (cappotto) sono designate dalla EN 13499 come ETICS (External Themal Insulation Composite Systems) e devono avere la capacità di ritardare la propagazione della fiamma (classe E). Il prodotto commercializzato deve stagionare per 6-8 settimane dalla sua produzione.
Si definisce ponte termico un punto di discontinuità dell´isolamento termico della struttura in cui si verifica una maggiore dispersione di calore. In questi punti della costruzione si verificano flussi termici più rapidi rispetto alle parti circostanti, causati dalla presenza di materiali con valori di conducibilità termica diversi. Si possono distinguere: - PONTI TERMICI GEOMETRICI (angoli, cordoli in calcestruzzo, architravi di porte e finestre, pilastri, punti di innesto di elementi strutturali,...) che dipendono dalla conformazione della struttura
- PONTI TERMICI DI DISCONTINUITÀ dovuti alla discontinuità di comportamento termico dei materiali che formano la partizione.
Se il ponte termico non è corretto, si deve fare riferimento alla trasmittanza media, tenendo conto anche del contributo della trasmittanza del ponte termico.
Per i combustibili liquidi si adotta come unità di misura della massa il Kg, per i combustibili gassosi il m³ (cioè la massa di gas combustibile secco contenuta in 1 m³ alla temperatura di O°C e pressione di 1 atmosfera.
Questa quantità di energia tiene conto della coibentazione, della posizione in relazione agli aspetti climatici, dell´esposizione al sole e dell´influenza delle strutture adiacenti e dell´esistenza di sistemi di trasformazione propria di energia.
Per questo tipo di calcolo si tiene conto di resistenza termica, trasmittanza termica, conduttanza termica.
Per questo tipo di calcolo si tiene conto di diffusività termica, effusività termica, capacità termica, attenuazione (smorzamento) e ritardo temporale (sfasamento).
Il Protocollo di Kyoto è un patto internazionale stipulato da più di 160 paesi a Kyoto (Giappone) l´11 dicembre 1997 allo scopo di fronteggiare il problema dei cambiamenti climatici e cercare di coniugare in modo migliore gli interessi economici e la tutela dell´ambiente. Con questo negoziato, firmato durante la Conferenza COP3 della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), i paesi più industrializzati si impegnano, nel periodo 2008-2012, a ridurre drasticamente le emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio, metano e altri gas serra) derivanti dalle attività umane e industriali di almeno del 5% rispetto ai livelli registrati nel 1990 (considerato come anno di riferimento).La firma del trattato ha rappresentato un atto puramente formale, perchè l´entrata in vigore ufficiale è stata vincolata alla ratifica dei parlamenti di almeno 55 nazioni firmatarie, che producono complessivamente almeno il 55% delle emissioni inquinanti globali. Dal trattato sono stati esclusi i paesi in via di sviluppo, per non gravare ulteriormente sulla loro crescita economica. L´assenza di Stati Uniti e Russia ha sospeso per qualche anno l´entrata in vigore del Protocollo, perchè le nazioni allora firmatarie non riuscivano a coprire da sole il 55% della produzione globale di gas serra. Con la definitiva firma della Russia nel 2004 il limite è stato superato e il documento è divenuto ufficialmente operativo il 16 febbraio 2005. Eclatanti sono le assenze di paesi importanti come Australia e Stati Uniti, che non hanno ratificato l´accordo per paura di compromettere il sistema industriale.
Gli impegni per la riduzione sono stati differenziati da paese a paese: l´Unione Europea, per esempio, si è prefissata un obiettivo di riduzione delle emissioni di anidride carbonica (CO2) dell´8%, l´Italia del 6,5% , il Giappone del 6%. Ogni Paese deve raggiungere l´obiettivo di riduzione attraverso piani settoriali di intervento (trasporti, consumo energia domestica,...) e piani specifici per l´industria; in parallelo può avvalersi dei "meccanismi flessibili" che prevedono, oltre a progetti nei paesi in via di sviluppo, anche la possibilità di acquistare e vendere licenze d´inquinamento all´estero (fino ad un massimo del 10% delle proprie quote). Altra frontiera percorribile, il potenziamento dei cosiddetti "serbatoi di carbonio" attraverso lo sviluppo di tecnologie che permettono di ridurre la concentrazione di CO2 nell´atmosfera e di fissarla in serbatoi naturali quali aria, suolo, acqua e piante.
La membrana in EPDM Firestone costituisce un´ottima alternativa al PVC: la sua estrema flessibilità permette di modellarla attorno alle forme geometriche più complesse, mantiene nel tempo l´elasticità e il coefficiente di allungamento iniziale; le ampie dimensioni dei rotoli permettono di fare notevoli metrature con un numero inferiore di giunzioni. A differenza del PVC, l´EPDM non necessita di incollaggio termico e soprattutto non rilascia nel tempo sostanze chimiche che possono interagire con le strutture (ad esempio gli isolanti). Le sovrapposizioni inoltre vengono sigillate con gomma cruda che, per fenomeno dell´ossidazione, permette ai due manti di fare corpo unico.
R
L´indice di radioattività esprime la concentrazione radioattiva presente nei materiali da costruzione. Un indice di radioattività ≤1 corrisponde ad una concentrazione media annua di 200 Bq/mc di gas Radon, valore limite secondo la Raccomandazione Euratom n. 143/90 della Commissione Europea del 21/02/90. Materiali da costruzione con valori inferiori a 0.5 possono essere utilizzati senza restrizioni per quantità e destinazione d´uso.
I mattoni IBL non presentano pericolosità radioattiva per la salute dell´uomo: l´indice di radioattività, verificato sperimentalmente e certificato da laboratori specializzati, è attorno allo 0.5, ampiamente al di sotto del valore di controllo 1.
Data la sua estrema volatilità, è in grado di infiltrarsi facilmente nelle porosità dei materiali da costruzioni, concentrandosi specialmente nei locali interrati delle abitazioni. I componenti volatili del gas radon sono respirabili e l´esposizione prolungata può provocare danni polmonari, nei casi più gravi il carcinoma polmonare.
Non esiste in Italia una normativa che stabilisca i valori limite della concentrazione di radon nelle abitazioni, tuttavia la Commissione Europea ha raccomandato di limitare l´esposizione al rischio del radon, adottando azioni correttive nelle abitazioni esistenti e misure preventive per le nuove costruzioni. I valori raccomandati dalla CE sono di 200 Bq/mc (nota: il becquerel è un´unità di misura della radioattività, e corrisponde ad 1 decadimento al secondo; il numero di decadimenti al secondo è abbastanza proporzionale al numero di atomi presenti, quindi un valore di 200 Bq/mc indica con buona approssimazione che in un ambiente sono presenti circa 200 atomi di radon).
L´ente preposto alla misurazione della concentrazione di radon nelle abitazioni e nei luoghi chiusi è l´ARPA (Agenzia Regionale Protezione dell´Ambiente), che può ordinare provvedimenti di bonifica nel caso in cui la concentrazione di radon superi i valori limite. Per le nuove costruzioni, in presenza di falda sotterranea, può essere realizzato un ottimo isolamento tra l´edificio e il terreno con membrane a basso coefficiente di permeabilità, come ad esempio la membrana bentonitica DAM®ROLL HDG della Orsan, che ha un coefficiente di diffusione dei gas bassissimo, certificato da appositi Istituti.
I rasanti sono malte tecniche studiate per livellare irregolarità di pochi millimetri, permettendo di ottenere finiture civili o lisce in interno ed esterno. Possono essere applicati direttamente su supporti in calcestruzzo, su intonaci cementizi stagionati, intonaci a base calce-cemento nuovi o stagionati e solai predalles. Saint Gobain Weber propone WEBER.CEM, una gamma completa di rasanti per la finitura e protezione di qualsiasi superficie, con basso assorbimento d´acqua e ottima resistenza all´azione degli agenti atmosferici. Alcuni prodotti della linea WEBER.CEM (RK355, RP370, RN360, RS350), grazie all´elevata traspirabilità, possono essere applicati anche su intonaci da risanamento della linea TERRASAN.
La gamma WEBER.CEM comprende anche WEBER.CEM RA30, rasante universale applicabile per rasare e regolarizzare superfici inassorbenti come vecchi rivestimenti plastici, cartongesso, rivestimenti in mosaico vetroso.
A differenza dei finitori d´intonaco, i rasanti vanno applicati su supporti stagionati.
La direttiva europea 89/106 sui materiali da costruzione definisce i requisiti essenziali di sicurezza al fuoco individuando 6 Euroclassi, cioè macro-categorie con caratteristiche omogenee di rischio al fuoco:
- EUROCLASSE A: nessun contributo al fuoco (ignifugo)
- EUROCLASSE B: contributo al fuoco molto limitato (difficilmente infiammabile)
- EUROCLASSE C: contributo al fuoco limitato (difficilmente infiammabile)
- EUROCLASSE D: contributo al fuoco accettabile (infiammabilità normale)
- EUROCLASSE E: reazione al fuoco accettabile (facilmente infiammabile)
- EUROCLASSE F: nessuna determinazione di comportamento alla reazione al fuoco
- classe 0 per i materiali incombustibili
- classi 1, 2, 3, 4, 5 per i materiali combustibili in funzione della loro partecipazione alla combustione.
La certificazione della classe di reazione al fuoco per un materiale edile viene rilasciato da laboratori autorizzati.
In meccanica la compressione è una delle sollecitazioni meccaniche elementari a cui può essere sottoposto un corpo soggetto a un sistema di forze convergenti. In una generica trave soggetta a compressione, la tensione unitaria si calcola come rapporto tra la forza di compressione applicata e la superficie unitaria, presupponendo che tutte le tensioni convergano in un unico punto, e si misura in N/mm². La resistenza a compressione determina la resistenza del corpo alla deformazione permanente (rottura).
La flessione è uno sforzo meccanico elementare a cui può essere sottoposto un corpo vincolato, che genera una sollecitazione complessa, chiamata momento flettente ed ha come conseguenza l´incurvatura del corpo stesso. Considerata un corpo sollecitato a flessione, il sistema di forze produce delle tensioni di trazione e compressione nel corpo stesso. Se la sollecitazione è lieve, il fenomeno è facilmente reversibile, cioè smettendo di compiere lo sforzo il corpo ritorna alla situazione iniziale; se invece la sollecitazione cresce, può avvenire la rottura parziale di alcune fibre e il corpo conserva una piccola deformazione permanente. Se la sollecitazione oltrepassa il valore critico detto punto di rottura, avviene la rottura locale del corpo che non è più in grado di resistere ad alcuna sollecitazione. La resistenza a flessione si misura in N/mm².
- R = integrità e stabilità meccanica
- E = tenuta alla fiamma: attitudine a non lasciar passare nè produrre fiamme, vapori o gas caldi sul lato opposto a quello sottoposto all´azione del fuoco
- I = isolamento termico
Per la protezione di pareti e solai dal fuoco Saint Gobain Weber consiglia WEBER.IF840, intonaco premiscelato a base gesso con resistenza certificata REI 120 per le pareti e REI 180 per solai in laterizio e tipo Celersap.
Quanto maggiore è la discordanza delle prove dal valore medio, tanto maggiore sarà l´incidenza di Kσ sulla resistenza caratteristica finale.
I prodotti coibenti hanno elevati valori di resistenza termica, mentre i prodotti con bassa conduttività hanno una bassa resistenza termica.
La rigidità dinamica dipende dallo spessore del prodotto e dalla sua permeabilità all´aria; si determina in base alla norma UNI EN 29052-1 "Determinazione della rigidità dinamica materiali utilizzati sotto pavimenti galleggianti negli edifici residenziali".
Per impermeabilizzare fondamenta in calcestruzzo esposte a questo rischio, Orsan propone una gamma di giunti waterstop di bentonite sodica pregelificata ad alta densità, studiati nella forma e nelle dimensioni per soddisfare ogni specifica esigenza applicativa. DAM®JOINT TR35 è il giunto triangolare da utilizzare come guscia espandente esterna negli angoli tra superfici orizzontali e verticali; DAM®JOINT DJ20-25 è il tradizionale giunto rettangolare da posizionare all´interno delle partizioni prima del getto del calcestruzzo, senza bisogno di rete per il fissaggio; DAM®JOINT DAM3312 è un giunto interno con lati inclinati che permettono al getto di calcestruzzo di scivolare e depositarsi meglio, evitando il pericolo di vuoti attorno al giunto.
Il suono prodotto dal calpestio si propaga in tutte le direzioni; in parte passa attraverso il pavimento come "rumore da impatto" propagandosi ngli ambienti sottostanti e adiacenti, in parte si riflette nell´ambiente stesso e viene definito DRUM SOUND, ossia rumore riflesso. La riduzione del rumore riflesso nell´ambiente è una delle parti più complesse dell´isolamento acustico e va valutata in relazione al tipo di tavolato. Prodotti leggeri e morbidi come il polietilene espanso reticolato contribuiscono in maniera molto marginale a risolvere questo problema ed è quindi necessario utilizzare strati più pesanti (polietilene ad alta densità) o accoppiati con guaina pesante che ha un effetto smorzante.
- R = potere fonoisolante che esprime le capacità isolanti di una parete divisoria interna;
- w = indica che si tratta di un "indice", ossia di un valore che tiene conto del comportamento dell’elemento alle diverse frequenze.
L´indice di valutazione in decibel è il valore a 500 Hz ottenuto per traslazione della curva di riferimento rispetto alla curva sperimentale dei valori di potere fonoisolante R (ottenuto con misurazioni in laboratorio), secondo le indicazioni della norma UNI-EN ISO 717-1 (1997). Il valore ottenuto dalla traslazione è un numero intero.
La sigla rappresenta l´indice di valutazione del potere fonoisolante apparente (cioè misurato in opera).- R = potere fonoisolante che esprime le capacità isolanti di una parete divisoria interna;
- ´ = indica che si tratta di valori apparenti, determinati da prove in opera
- w = indica che si tratta di un "indice", ossia di un valore che tiene conto del comportamento dell’elemento alle diverse frequenze.
con L1, L2 livelli di pressione sonora rispettivamente dell´ambiente disturbante e disturbato, S superficie dell´elemento separatore tra gli ambienti, A area di assorbimento equivalente nell´ambiente ricevente, pari a 10 m². Questo valore rappresenta l´isolamento acustico normalizzato rispetto all´assorbimento del locale disturbato: quanto più alto è l´assorbimento tanto maggiore sarà l´isolamento acustico.
L´indice di valutazione in decibel è il valore a 500 Hz ottenuto per traslazione della curva di riferimento rispetto alla curva sperimentale dei valori di potere fonoisolante apparente R´, secondo le indicazioni della norma UNI-EN ISO 717-1 (1997). La verifica di questo indice è contemplata dal D.P.C.M. 05/12/97 come requisito acustico passivo obbligatorio.
S
Questo fenomeno può verificarsi, ad esempio, nel contatto tra la bentonite di sodio e soluzioni contenenti ioni calcio e magnesio, presenti nelle acque dure o in terreni calcarei: lo scambio porta alla lenta sostituzione dello ione di bilanciamento della bentonite di sodio con altri ioni, che alterano la capacità espansiva, e quindi impermeabilizzante, della bentonite. Per l´attivazione del processo di gelificazione della bentonite è necessario, quindi, utilizzare acqua pulita e controllata, perchè gli effetti negativi possono manifestarsi anche a distanza di anni.
Uno dei vantaggi della bentonite DAM®ROLL HDG proposta da Orsan sta proprio nella pregelificazione, che permette di ottenere un prodotto più stabile e meno vulnerabile allo scambio ionico. La pregelificazione e la stabilizzazione mediante polimeri rallentano la penetrazione di elementi inquinanti e contengono il fenomeno dello scambio ionico entro limiti di sicurezza. Prove di laboratorio dimostrano come anche in una soluzione aggressiva di cloruro di calcio (sale comune utilizzato per evitare che si formi ghiaccio sulle strade) la membrana bentonitica DAM ROLL HDG mantiene una elevata pressione di rigonfiamento, indice del fatto che la sua composizione chimica non è stata alterata dal contatto con altri ioni.
I prodotti ai silicati di potassio hanno un´elevata reattività con il supporto: la reazione di silicatizzazione si realizza in due fasi distinte e permette la formazione di un corpo unico con il supporto. Nella prima fase il silicato reagisce con l´anidride carbonica consolidandosi; nella seconda fase si innesca una reazione chimica con il carbonato di calcio presente nel supporto che porta ad un´adesione allo stesso tempo chimica e fisica. Grazie al processo di silicatizzazione, sulle superfici trattate non si verificano fenomeni di distacco e viene garantita un´ottima traspirabilità, che rende questi prodotti compatibili con l´azione deumidificante degli intonaci da risanamento.
Saint Gobain Weber propone TERRASIL, la linea di pitture e rivestimenti minerali colorati ai silicati di potassio per la protezione e la decorazione di superfici interne ed esterne. Applicabili su intonaci alla calce, malte bastarde a base di calce-cemento, intonaci cementizi, trattati preventivamente con TERRASIL PRIMER, promotore di silicatizzazione, che elimina le differenze di assorbimento nel supporto, consolida la superficie e innesca il processo chimico. Oltre alla linea TERRASIL è disponibile anche la linea MINERAL VEK, pitture e rivestimenti con leganti misti a base silicati.
Le pitture silossaniche mantengono i vantaggi delle pitture minerali, coniugando elevata idrorepellenza, buona traspirabilità al vapore, facilità applicativa, resistenza alle piogge acide, bassa ritenzione dello sporco. Possono essere applicate anche su supporti trattati con pitture e rivestimenti sintetici.
WEBER.COTE ACTION L è la pittura silossanica proposta da Saint Gobain Weber per la decorazione e la protezione di superfici interne ed esterne. Può essere applicata su intonaci cementizi, intonaci alla calce, malte bastarde, intonaci idrofugati, intonaci da risanamento e alleggeriti, rasanti cementizi, preventivamente trattati con WEBER.PRIM RC 14, fondo di preparazione per incrementare l´impermeabilità e consolidare il supporto.
Si definiscono solai collaboranti i solai eseguiti con blocchi di classe B, aventi una zona rinforzata nella parte superiore con funzione statica in grado di sostituirsi, per conformazione e resistenza, al calcestruzzo della soletta. I blocchi di classe B hanno una resistenza a compressione almeno doppia rispetto ai blocchi di classe A (con funzione solo di allegerimento) e una resistenza a trazione superiore del 40%. I solai eseguiti con blocchi di questo tipo non richiedono necessariamente la soletta in calcestruzzo.È stato stabilito che 1 sone corrisponde ad un tono di 1000 Hz ad un livello di pressione acustica di 40 dB. Da questo deriva che:
Utilizzando il sone è possibile misurare il miglioramento del rumore riflesso all´interno di un ambiente, attraverso la scala definita DRUM SOUND CLASS (DSC) che misura la riduzione in % dell´intensità sonora soggettiva. Teli isolanti classificati S20 sono in grado di ridurre l´intensità sonora nell´ambiente dovuta a rumore riflesso fino ad 20% rispetto al materiale preso di riferimento (polietilene non reticolato da 3 mm).
Lo strato d´aria equivalente è un parametro in stretta relazione con il fattore di permeabilità al vapore μ, e si ottiene moltiplicando quest´ultimo per lo spessore di un materiale edile (s):
Più alto è il valore sD, maggiore sarà la resistenza al passaggio del vapore del materiale. Un valore Sd di 0.02 significa che la guaina frena il passaggio del vapore come 2 cm di d´aria.
Un´onda sonora viene descritta attraverso alcuni parametri caratteristici:
- Periodo (T): rappresenta il tempo impiegato da una particella del mezzo per compiere una vibrazione completa. Si misura in secondi (s).
- Frequenza (f): rappresenta il numero di oscillazioni complete compiute in un secondo. Si misura in hertz (Hz). L´orecchio umano è in grado di percepire suoni con frequenza compresa tra 20 e i 20.000 Hz. Onde sonore che si propagano a frequenze più basse sono definite infrasuoni, quelle a frequenze più alte ultrasuoni.
- Lunghezza d’onda (l): rappresenta la distanza percorsa dall’onda in un periodo, graficamente rappresentabile dalla distanza in metri tra due gole o creste successive.
- Ampiezza (A): rappresenta la massima elongazione dell´oscillazione, cioè lo spostamento massimo delle particelle del mezzo che oscillano intorno alla posizione di equilibrio al momento del passaggio della vibrazione.
- Velocità di propagazione dell´onda (c): rappresenta la velocità con la quale si propaga un fenomeno ondulatorio nel mezzo. Essa è influenzata da vari fattori, fra cui la densità del mezzo e la sua rigidità (la forza di legame tra le molecole). In genere, i materiali solidi presentano velocità di propagazione maggiori.
- ALTEZZA. Sensazione di suono acuto e grave, strettamente correlata alla frequenza di un suono: ad un aumento della frequenza di vibrazione corrisponde un aumento dell´altezza. Onde sonore di uguale ampiezza ma frequenza diversa generano suoni di diversa altezza.
- INTENSITÀ. Percezione di suoni deboli o forti, legata all´ampiezza di un´onda sonora: quanto più grande è l´ampiezza dell´onda, tanto maggiore è la forza con cui le particelle colpiscono gli organi uditivi e quindi l´intensità del suono percepito. L´intensità si misura in decibel (dB)
- TIMBRO. Indica la qualità del suono e permette di distinguere suoni emessi da sorgenti diverse, anche se hanno la stessa frequenza e la stessa intensità.
T
Terranova è un intonaco premiscelato in polvere pigmentato brevettato in Germania nel 1896, costituito da una miscela di leganti idraulici, silicati pietrificanti e pigmenti colorati inorganici. È un prodotto che ha la capacità di indurire nella massa, grazie a delle reazioni chimiche di silicatizzazione della calce; questa caratteristica garantisce elevata idrofugazione e durabilità dell´intonaco all´azione degli agenti atmosferici e dello smog. L´aggiunta di scagliette di mica migliorano ulteriormente l´idrofugazione e la lavorabilità e conferiscono i caratteristici luccichii che sono diventati il segno di originalità di questa finitura. Terranova è un prodotto minerale che conserva la traspirabilità e l´effetto chiaro-scuro tipici dei rivestimenti alla calce, con in più idrofugazione, stabilità dei colori ai raggi U.V., praticità d´uso ed economicità.La società Terranova è stata acquisita nel 1993 dalla Weber&Broutin e ora fa parte del gruppo Saint Gobain Weber che ne detiene il brevetto.
Saint Gobain Weber ha contribuito alla conoscenza scientifica di questo materiale con un libro, "INTONACO TERRANOVA. STORIA E ATTUALITÀ DI UN MATERIALE”, curato da Valerio di Battista e Alessandra Cattanei del Politecnico di Milano. Il volume, corredato da una notevole documentazione fotografica, ricostruisce con rigore scientifico la storia, le vicende produttive, le caratteristiche dell´intonaco Terranova e di un´epoca che è stata segnata dalla presenza e dalla fortuna di questo materiale da rivestimento.
Caratteristica di malte che rimangono dense e compatte fino a spessori predefiniti, grazie ad un aumento della viscosità interna e che per questo possono essere applicate in verticale senza che si produca scivolamento sul supporto e nella malta stessa.Le malte tixotropiche vengono utilizzate per elementi ad alto spessore, come le modanature. Saint Gobain Weber propone WEBER.TEC MT32, malta modellabile per la ricostruzione di fregi, cornici e modanature, a ritiro compensato, fibrata, a basso modulo elastico, applicabile fino a 5 cm di spessori per mano.
È la caratteristica di un materiale che permette il passaggio di vapore acqueo attraverso di esso. Il grado di traspirabilità (o permeabilità al vapore) di un materiale si misura come la quantità d´acqua, in grammi, che attraversa una superficie di 1 mq nell´arco di 24 ore (gr/m²*h). La grandezza può anche essere espressa attraverso un parametro a-dimensionale, μ, che indica quante volte il materiale edile è più isolante al vapore rispetto ad uno strato d’aria ferma dello stesso spessore. Se un materiale ha μ= 50 significa che forma una barriera al passaggio di vapore acqueo 50 volte superiore rispetto ad uno strato equivalente d´aria. Più grande è il parametro μ, maggiore è la resistenza alla fuoriuscita del vapore del materiale edile.L´utilizzo di materiali altamente traspiranti è oggi un´esigenza molto sentita nel settore dell´edilizia, dagli intonaci agli isolanti, dalle coperture alla decorazione. Oltre alla gamma di intonaci deumidificanti TERRASAN con coefficiente di permeabilità al vapore μ < a 8, Saint Gobain Weber propone la linea WEBER.CALCE, intonaci, finiture e pitture alla calce idraulica naturale altamente traspiranti e compatibili con i cicli di risanamento.
Nel settore delle coperture, le recenti disposizioni normative per il controllo termoigrometrico sconsigliano l´utilizzo di freni vapore, preferendo l´azione combinata di isolante naturale (esempio, fibra di legno) e guaina traspirante (DuPont™ Tyvek®), che permettono un´efficace diffusione del vapore prodotto nelle abitazioni.
U

Buona parte del patrimonio edilizio italiano, specialmente edifici di vecchia realizzazione o monumenti, è interessato dal problema dell´umidità da risalita. Nella maggioranza dei casi, l´umidità presente nella muratura proviene dal sottosuolo e per risalita capillare si infiltra lungo i pori dei materiali da costruzione.
L’acqua penetra per capillarità nelle murature non impermeabilizzate o a contatto con il terreno. È un fenomeno facilmente riconoscibile perchè le zone interessate sono caratterizzate da una fascia più scura. L’acqua trasporta in soluzione alcuni sali e scioglie quelli presenti nella muratura.
In seguito all’evaporazione, i sali si depositano nei pori all´interno della muratura
I sali, che sono fortemente igroscopici, assorbono l’umidità ambientale, cristallizzano e aumentano di volume causando, con la pressione esercitata, la rottura dell’intonaco.
Le 7 unità fondamentali sono:
- metro (m), che esprime la lunghezza
- chilogrammo (kg), che esprime la massa
- secondo (s), che esprime il tempo
- ampere (A), unità di misura della corrente elettrica
- kelvin (K), unità di misura della temperatura termodinamica
- mole (mol), che esprime la quantità di sostanza
- candela (cd), che indica l´intensità luminosa
| NOME FISICO | SIMBOLO | GRANDEZZA | UNITÀ DI MISURA |
| temperatura | K (Kelvin) | - | 1°C = 274.15 K |
| frequenza | Hz (Hertz) | oscillazioni complete compiute in un secondo | 1/s |
| forza | N (Newton) | forza meccanica necessaria per imprimere ad una massa di 1 kg un´accelerazione di 1m/s² |
(kg*m)/s² |
| lavoro ed energia | J (Joule) | lavoro sviluppato da una forza costante di 1 N che sposti una massa di 1 m (oppure energia posseduta da una massa di 2 kg che viaggia ad una velocità di 1 m/s |
(kg*m²)/s³ |
| pressione | Pa (Pascal) | rapporto tra la pressione esercitata e la superficie |
N/m² |
| pressione | atm (atmosfere) | pressione misurata in rapporto alla pressione atmosferica |
1 atm = 101325 Pa |
| radioattività | Bq (bequerel) | numero di decadimenti degli atomi radioattivi al secondo |
- |
Le unità di misura del SI possono essere precedute da prefissi che permettono di utilizzare misure molto grandi o molto piccole. I prefissi usati più frequentemente sono:
- k (chilo), che corrisponde a 1000 volte la misura
- M (mega), che corrisponde a 1.000.000 di volte la misura
- G (giga), che corrisponde ad 1 miliardo di volte la misura
V
I VOC sono oltre 300, tra cui: idrocarburi alifatici, terpeni, idrocarburi aromatici (benzene, toluene, stirene), idrocarburi clorinati (cloroformio, clorobenzeni), gli alcoli (etanolo, propanolo,...), esteri, chetoni e aldeide.
Questi composti sono contenuti nei prodotti per la pulizia della casa, bagni, vetri, forni, deodoranti solidi e spray, pitture, vernici, diluenti, detergenti, paste abrasive, sverniciatori, pesticidi, insetticidi, disinfettanti, colle, adesivi, prodotti per l´auto, il bricolage, prodotti per la persona, cosmetici, mobili, tessuti, materiali da costruzione, prodotti per l´ufficio (stampanti, pennarelli, correttori,..), apparecchi per riscaldamento/condizionamento, cucine, camini, emissioni industriali, di autoveicoli, fumo di tabacco e sostanze di origine animale e vegetale.
Gli effetti sulla salute umana variano a seconda del composto, della concentrazione e della durata dell´esposizione. Possono provocare effetti acuti (irritazioni agli occhi, naso e gola, mal di testa, nausea, vertigini e asma) e cronici, quali cancro, danni ai reni, al fegato e al sistema nervoso centrale.
Per ridurre l´esposizione ai VOC è importante:
- Ridurre il numero di prodotti contenenti VOC e comunque utilizzare materiali che abbiamo un basso contenuto di composti organici volatili.
- Ventilare adeguatamente gli ambienti, soprattutto durante le pulizie.
- Utilizzare purificatori d´aria.
- Evitare l’uso di deodoranti per la casa.
- Limitare l’uso dei pesticidi.
- Utilizzare correttamente i prodotti secondo le indicazioni riportate in etichetta.
- Dotare gli ambienti di piante che sono in grado di ridurre le concentrazioni di VOC, come filodendro, dracena e spatifillo.
In particolare, nel settore dell´edilizia, alcune sostanze organiche vengono introdotte nella formulazione e nella produzione dei prodotti vernicianti per scopi specifici, ma spesso sono presenti nelle materie prime (solventi, addensanti, bagnanti, disperdenti, antischiuma, ...).
I prodotti vernicianti devono rispettare i limiti imposti dalla Direttiva 2004/42/CE, che fornisce valori limite per ridurre il più possibile i fattori di inquinamento dell´aria. Dal 1 gennaio 2007 i valori di V.O.C. devono essere dichiarati sulla confezione e devono essere inferiori ai valori limite imposti dalla normativa.
Questi valori subiranno una ulteriore riduzione dal 1 gennaio 2010.
W
Barra o cordolo di bentonite di sodio a sezione quadrata, triangolare o rettangolare da impiegare nella sigillatura dei giunti di ripresa di getto, come guarnizione interna a tubazioni passanti e rinforzo dell´angolo esterno al piede delle fondazioni. Il giunto waterstop è un profilo idroespandente: posto a contatto con acqua rigonfia progressivamente, sigillando eventuali vuoti o punti di disomogeneità del supporto, assicurando la tenuta idraulica contro successive infiltrazioni di acqua.Orsan propone DAM®JOINT HDG, una linea di giunti attivi di bentonite sodica pregelificata ad alta densità, studiati nella forma e nelle dimensioni per soddisfare ogni specifica esigenza applicativa.
Stampa la pagina
Aggiungi ai preferiti
Torna all´inizio

